Archivi tag: curanderi

Lì dove cadono i fulmini e tra altre pietre magiche

Piedra de RayoIn una cultura, quella andina, dove tutto possiede un’anima, dove un fulmine pietrificato ha ancora energia per favorire cure e guarigioni, dove rocce, minerali, terra e tutto ciò che si calpesta diventa sacro e simbolico, dove è necessario chiedere il permesso alla Pachamama per cogliere dei frutti, per bere l’acqua di un fiume, per camminare su un prato, vivere diventa un naturale rispetto per lo Spirito della Terra e per tutte le sue ricchezze animali, vegetali e minerali. Ed è proprio del regno minerale andino che inizierò a parlare in questo articolo, scrivendo a proposito dei poteri che i curanderi e la gente della zona attribuiscono a quel mondo fatto di pietre, cristalli, e sale, fatto di spigoli, polveri e colori.

Nella zona andina l’uso di pietre e minerali come rimedi medicinali o amuleti dal carattere magico è ancora oggi molto diffuso. Il primo a parlarmi dell’utilizzo di pietre e minerali nei rituali di guarigioni andini fu Samuel Valdiviezo, un curandero che incontrai circa due mesi fa a Purmamarca. “Nel punto esatto in cui cade un fulmine si forma una pietra particolare. Piedra de RayoQuesta pietra la chiamiamo Piedra de Rayo (Pietra di Fulmine) ed è una pietra molto ambita dai curanderi perchè possiede diversi poteri curativi”, mi disse Samuel. Incuriosito dalle sue parole, decisi di saperne di più sulla Piedra de Rayo e in generale sugli usi di pietre e minerali come elementi di cura nelle zone andine.

Dopo varie ricerche, trovai un interessante articolo scritto circa due anni fa da Ricardo Alonso sul Tribuno, uno dei quotidiani più diffusi della provincia di Jujuy. Alonso nel suo articolo approfondisce bene il discorso relativo agli usi di pietre e minerali nei territori andini, e lo fa riassumendo quanto letto nel libro “La medicina popolare nel Nord-Est argentino” del Dr. Nestor Palma, un noto antropologo argentino.

“I curanderi itineranti Kallawayas, portano sempre nelle loro borse diversi rimedi della natura vegetale e minerale”, scrive Alonso nel suo articolo. “Esiste una grande varietà di rocce, terre, minerali metallici e non metallici, cristalli, pietre semipreziose, sali e fossili che si utilizzano ampiamente per diverse cure e guarigioni del corpo e dello spirito”, specifica il giornalista argentino. E proprio la Piedra de Rayo è uno degli elementi non vegetali che Alonso cita tra quelli più utilizzati dai curanderi andini.

Come spiegano i geologi, la folgorite, in queste zone chiamata Piedra de Rayo, è una pietra vetrosa che si forma nel punto esatto in cui cade un fulmine, a causa dell’altissima temperatura trasferita al suolo e in grado di fondere la sabbia fino a vetrificarla. Piedra de RayoLa Piedra de Rayo si forma principalmente in zone arenose, come ad esempio le dune di sabbia, ma può formarsi anche in zone argillose o addirittura rocciose. È una vera e propria rarità del suolo, la sua forma tubulare e ramificata può ricordare quella stessa di un fulmine o di una radice e a seconda della sabbia in cui si forma può essere nera, bianca o verde. Le dimensioni di queste pietre, conosciute anche col nome di Lechatelieriti, sono generalmente nell’ordine dei centimetri, però in alcuni casi possono superare anche il metro di lunghezza. Per fare un salto in Europa ad esempio, in Portogallo un gruppo di ricercatori dell’Istituto Geologico spagnolo, ha descritto una folgorite lunga 2 metri, Folgoritecon un diametro di 75 centimetri e ramificazioni nel suolo estese fino a 7 metri di distanza dal corpo centrale, si spiega in un articolo della rivista scientifica “European Journal of Mineralogy”. Questa folgorite dalle dimensioni eccezionali è nota come la folgorite di Torre de Moncorvo e sarebbe una delle pietre più grandi del mondo originata da un fulmine.

Nell’articolo del Tribuno, Alonso spiega che la Piedra de Rayo viene utilizzata dai curanderi come protezione stessa dai fulmini e con fini curativi per l’asma, per il soplo (eruzioni cutanee e malesseri generali che si presentano dopo esser passati per un luogo energeticamente negativo) e per il susto (perdita dell’anima). Una ragazza del luogo incontrata qui a Humahuaca, mi raccontò che sua nonna utilizzava la Piedra de Rayo per curare il susto e il soplo. Ricavava un po’ di polvere dalla pietra stessa e poi faceva bere all’ammalato un bicchiere d’acqua nella quale aveva versato la polvere stessa. Alcuni esemplari di questa pietra sono stati ritrovati nelle dune di Abra Pampa, una zona prossima a dove mi trovo ora e che visiterò, certamente non sotto un temporale, non appena riprenderò il mio cammino verso nord.

Oltre alla Piedra de Rayo, nel suo articolo Alonso cita ulteriori pietre, minerali e altri elementi naturali ai quali vengono associati differenti poteri curativi. I grandi cristalli cubici di sale di rocca, conosciuti nella zona come sal de compa, vengono ridotti in parti più piccole e sistemati in un sacchetto di tela il quale a sua volta viene posto nel luogo della puntada, ossia nella zona del dolore ai fianchi dell’addome. Il sacchetto è utilizzato anche nei casi di infezioni respiratorie. Il Cyguairo, un miscuglio di terre di 12 colori differenti diluite in acqua, viene dato come medicina da bere per curare il mal aire (colpo d’aria). La Piedra Bezoar, un calcolo che si può trovare nell’intestino o nello stomaco di diversi animali, come ad esempio lama e vigogna, viene utilizzata come antidoto contro il veleno e come cura per il susto. La Piedra Aguila (Pietra Aquila), formata da grandi conchiglie marine fossili e rintracciabile in alcune rocce boliviane, viene anch’essa usata come antidoto contro il veleno, per la cura del susto e anche per malattie cardiache. La Piedra Bisal, una roccia silicea vitrea, è usata in caso di febbre e differenti tipologie di susto. Il Chacco, una terra argillosa commestibile utilizzata nelle pratiche di geofagia, sarebbe utile per curare la gotta. Il diaspro per le emoraggie. Il turchese, un fosfato idrato di allumino e rame, per il mal di gola. Tra le numerose varietà di quarzo, quello bianco è usato per favorire la concentrazione evitando le distrazioni, quello rosato nelle questioni sentimentali e quello viola (ametista) protegge contro l’invidia e le stregonerie. La rodocrosite, un minerale tipico argentino, Rodocrositeaiuta nelle situazioni sentimentali e avrebbe poteri afrodisiaci. L’onice azzurro o celeste è usato per favorire uno stato di buona salute generale. La malachite, un carbonato di rame di color verde, è considerato un minerale che elimina il dolore fisico e le sofferenze in generale. Infine, la calcite, un carbonato di calcio che si può presentare in diverse varietà, è utilizzato in caso di reumatismi, artriti, artrosi, caduta dei capelli e per fortificare le ossa.

Stefano Lioni

(Foto principale articolo: National Geographic)


La Luna e i poteri delle sue fasi

Luna“Per gli sciamani la Luna è l’antenata che governa l’aspetto femminile della vita e rappresenta il mistero e il lato sottile dell’esistenza. La Regina del Cielo riflette nel suo mistero tutte le sfaccettature femminili di bambina, donna, amante, sacerdotessa, sciamana, maga e saggia meditante, insegnanodoci a conquistare l’integralità.” Con queste parole, Suryavan Solar, scrittore e fondatore della scuola di crescita personale Condor Blanco, inizia a descrivere la Luna , in uno degli ultimi capitoli del suo libro “Manuale di sciamanesimo moderno”. Libro che ho già letto un po’ di tempo fa ma che ho spesso piacere di andare a rileggere, soprattutto quando fuori piove e la tenda offre il giusto riparo per la lettura.

“La Luna governa la sfera del magico e dell’invisibile, è l’Astro Celeste che marca il ritmo del nostro mondo interno, delle emozioni, visioni e percezioni psichiche e intuitive”, scrive lo scrittore cileno. “La Luna ci trasmette la saggezza materna e ci insegna con pazienza i quattro cicli di Purificazione, Protezione, Meditazione e Magia. E anche se ha una relazione molto stretta con la donna, la sua luce e la sua energia sono connesse con l’aspetto femminile interno di tutti gli esseri, compresi gli uomini. La Luna orbita intorno alla Terra perchè come Madre protegge il nostro cammino”, conclude Solar prima di iniziare una descrizione specifica dei poteri delle quattro fasi lunari. Una descrizione che essendo molto interessante e dettagliata, riporto pressoché integralmente qui di seguito.

Luna calante

“La Luna calante è l’aspetto femminile dell’autunno, che ci insegna la purificazione e il distacco. Quando la Luna calante si presenta nel firmamento, è il momento giusto per la guarigione e per pulire il nostro corpo attraverso una purificazione e disintossicazione esterna e interna. È la migliore settimana per realizzare purificazioni sciamaniche e stare in contatto con i quattro elementi per guarire il nostro mondo interiore. Con la Luna calante arriva il momento di valutare il mondo emozionale e liberarci da carichi, dipendenze, e quindi è il momento di perdonare e lasciar andare i pensieri che non ci portano pace e tranquillità. È il periodo ideale per risolvere dei problemi di relazione, pagare i debiti e portare a termine le cose in sospeso.
La Luna calante d’autunno è la più potente. In questa fase e stagione, le antiche sciamane realizzavano rituali di purificazione. Era il momento propizio per ricevere insegnamenti dalla natura, in modo particolare dalle piante, con le loro proprietà curative, e connettersi con la visione notturna dei sogni.”

Luna nuova

“La Luna nuova corrisponde alla stagione dell’inverno e alla tappa della protezione. La Luna nuova cessa di riflettere la luce del sole per mettere alla prova la nostra maturità il nostro potere personale, per mostrarci che la protezione maggiore nasce dall’Essenza, nel momento in cui ci si libera dal nostro più grande nemico: l’Ego (figlio dell’ignoranza e delle paura). Le notti senza Luna sono il momento per svegliare l’intuizione femminile e far nascere la Luna che brilla all’interno. La Luna nuova è il periodo che la Natura ci riserva per tagliare i lacci, le catene e chiudere cicli importanti della vita. E anche se visibilmente la Regina Celeste non sia presente con la sua luce, in silenzio ci osserva e appoggia ogni tappa del nostro processo di liberazione. La Luna Nuova è il periodo di “gestazione”, nel quale si pianificano e disegnano i grandi progetti, aspettando il momento opportuno per comunicarli al mondo esterno durante la Luna crescente. La Luna nuova simboleggia ancora di più il mistero. Le donne sacerdotesse e sciamane d’altri tempi si riunivano durante questo periodo per canalizzare insegnamenti e segreti mistici.”

Luna crescente

“La Luna crescente è l’aspetto femminile della primavera. La Luna crescente invita alla fioritura nei piani interni, a plasmare e mettere in azione le nuove idee e tutti i progetti che portano prosperità, felicità, cultura e libertà. La Luna crescente è il rinascimento femminile, l’epoca di maggior crescita e l’espressione della creatività, dell’arte e della bellezza. È il momento in cui sbocciano i fiori dei sentimenti positivi. Nel periodo di Luna crescente le donne anticamente si riunivano per creare artigianato e tessuti, fabbricare strumenti, decorare gli spazi, fare offerte e dedicare canti agli esseri della natura, dandogli il benvenuto a un nuovo ciclo di vita. Le arti lunari come il canto, la danza e la pittura si esprimono con entusiasmo durante questa Luna, preparandosi per il gran momento e dando il benvenuto alla Regina della Notte che in Luna piena si avvicina.”

Luna piena

“La Luna Piena rappresenta l’estate nei mondi interni. È il momento cuspide di maggior luce, connessione ed espansione. La luce di Luna piena porta con sé il potere della abbondanza e i grandi regali, essendo la massima espressione della magia e dell’amore. È il momento di maggior entusiasmo e devozione, per cui durante questo periodo si realizzano le grandi magie d’abbondanza e le cerimonie di connessione. La Luna piena estiva è la più potente di tutte, simboleggia il perfetto equilibrio tra l’uomo e la donna, rappresentando la totalità, la pienezza e l’illuminazione finale. Ci troviamo altamente protetti e benedetti in questo momento di suprema unione dei due grandi antenati: la Luna e il Sole. Gli sciamani sanno che durante la Luna Piena estiva, piovono benedizioni e si aprono portali nel cielo. Se siamo preparati e svegli, potremo fare un salto evolutivo.”

Stefano Lioni


I racconti di una yuyera, tra erbe medicinali, ricordi e antiche credenze

Erbe medicinaliIn un vecchio mercato popolare, tra i profumi di innumerevoli piante medicinali, lavora Neli, una yuyera esperta nell’utilizzo di erbe curative. Neli apprese le sue conoscenze dalla madre, una curandera che in passato offrì il suo aiuto a tanta gente della zona. La madre di Neli morì qualche anno fa, ma non prima di aver trasmesso gran parte del suo sapere alla figlia, che ora, tra la folla giornaliera del mercato di Humahuaca, continua la tradizione erboristica di famiglia, consigliando ai suoi clienti i rimedi naturali più indicati per i diversi problemi di salute.

Curioso di saperne di più sugli utilizzi delle piante medicinali nella zona, circa due settimane fa, mi recai al mercato di Humahuaca alla ricerca di una yuyera indicatami da due viaggiatori argentini. Trovai Neli nel lato sinistro del mercato, in un piccolo spazio commerciale, tanto piccolo quanto strapieno di erbe medicinali, Erbe medicinalicapaci di trasformare quel minuscolo spazio in universo di rimedi naturali, attraversabile solo a bordo della conoscenza di una yuyera esperta. Neli era impegnata con un cliente. Appena si liberò mi presentai, le espressi il mio desiderio di saperne di più sulle piante che utilizzava, dicendole che probabilmente poi avrei scritto un articolo a proposito. Mi rispose che mi avrebbe raccontato volentieri ciò che sapeva, chiedendomi però di ripassare dopo qualche giorno, di pomeriggio, avrebbe potuto dedicarmi più tempo.

Quando ritornai da Neli, prima di iniziare a illustrarmi le sue erbe, mi parlò spontaneamente della madre Isidora. Mi raccontò che era morta da poco e che anche se le aveva insegnato molto, a volte pensava che avrebbe voluto imparare di più da lei. Mi disse che la madre da giovane fu colpita da un fulmine mentre si trovava in un campo. Sopravvissuta all’evento iniziò a curare la gente, grazie ai doni ricevuti a seguito della scarica di quel fulmine. “Un curandero peruviano veniva spesso a trovare mia madre”, ci tenne a dirmi Neli mentre i suoi occhi iniziavano a diventare lucidi. “Il curandero parlava per ore con lei, si scambiavano le loro conoscenze sui diversi rituali di guarigione utilizzati”, specificò. Da quando la madre morì, Neli ancora di più si interessò alle piante medicinali, e oltre a lavorare al mercato, ogni tanto si reca alla frontiera boliviana da alcune esperte yuyere e curandere, per migliorare le sue conoscenze sulle erbe curative e sui rituali di guarigione.

Durante l’intero pomeriggio, Neli mi mostrò tutte le erbe principali che utilizza, autoctone e non, spiegandomi le proprietà che possiedono in infusione. Lei chiamò ogni pianta con il nome comune, successivamente ricercai anche il nome scientifico. Parti uguali di Cola de caballo (Equisetum giganteum), Lampaya (Lampaya castellani Mold.) e pelo de Choclo (barba di Choclo) favoriscono il benessere dei reni; Llanten (Plantago major), Verbena (Verbena officinalis) e Tusca (Acacia aroma) sono utili per cicatrizzare, disinfettare, disinfiammare; hojas de Higo (foglie di Ficus carica), Ortiguilla (Echium vulgare L.), Santa Maria (Tanacetum parthenium) e Ajenco (Artemisia absintum) per regolarizzare il ciclo mestruale; Ajenco da solo per il fegato; Pupusa (Wemenia poposa Phil.) per il mal di montagna; Borraja (Borrago officinalis) con limone per il mal di gola; Yareta (Azorella sp.) ed Espina amarilla (Barberis laurina) per il diabete; Cedron (Aloysia triphylla) e Burro (Aloysia polystachya) per il mal di stomaco. Delle piante che mi mostrò, più del 50% sono di origine sudamericana.

Tra i vari rimedi utilizzati da Neli ce ne sono alcuni che chiamano in causa elementi di origine animale. Mi raccontò che il guscio triturato dell’uovo di Nandù viene ancora utilizzato per aiutare le donne nel momento del parto, in quanto riduce il dolore delle partorienti. La corazza d’armadillo triturata invece sarebbe un ottimo rimedio per guarire rapidamente da una forte polmonite. Neli inoltre mi parlò di alcune particolari procedure di guarigione derivate da antiche credenze. Mi disse che se un bambino di età inferiore ai tre anni dovesse respirare troppo a lungo in un luogo con forti odori o energie per lui non favorevoli, è possibile che poi inizi a presentare problemi di respirazione, nel senso che gli si potrebbe tappare improvvisamente il naso pur non essendo raffreddato. Per guarire da questa situazione Neli mi spiegò che si deve eseguire una specifica procedura. Il bambino deve essere fatto “rinascere” attraverso una ragazza ancora vergine, sistemandolo sulla pancia della ragazza, sotto il vestito, facendolo poi sbucare piano piano a testa in giù. Grazie a questa rinascita simbolica, il bambino tornerebbe a respirare benisimo. Tecnica questa che mi ricordò lo stile degli atti psicomagici di Alejandro Jodorowsky, di cui parlerò in un prossimo articolo. Un’altra procedura antica, mi raccontò Neli, viene ancora utilizzata per far sgonfiare il seno di una donna, gonfiatosi mentre stava allattando il figlio. Si crede che il seno si possa gonfiare se una donna tenta di zittire il figlio allattandolo, in quanto il figlio per reazione “soffia” dentro il seno della madre, specificò Neli. Allora per far sgonfiare un seno gonfiatosi in questo modo, la madre dovrà per un po’ allattare nuovamente il figlio, tenendolo però in braccio lungo un suo fianco e come se stesse provenendo dalle sue spalle. Neli mi disse che lei stessa una volta effettuò questa procedura nel suo periodo di allattamento e che funzionò.

Al termine della giornata ringraziai Neli per la sua pazienza, per i suoi racconti e scattai qualche foto alle sue erbe. Non a lei perchè preferì di no. Mi ricordò delle curandere boliviane, dicendomi che se fossi passato a trovarle avrei potuto dire loro di aver parlato con lei, sarebbero state ancora più disponibili nei miei confronti. Prima di salutarla le chiesi se avrei potuto pubblicare tutto ciò che mi aveva raccontato, sulle erbe, su sua madre, sulle particolari procedure antiche. Mi disse che le avrebbe fatto piacere e che certamente, un articolo dedicato alle sue piante e ai suoi racconti, avrebbe fatto piacere anche a sua madre.

Stefano Lioni