L’eco ancestrale dei petroglifi di Yavi

CondorIn un luogo dove il tempo si è fermato nella pietra e dove storie e stelle furono rapite dalle rocce, è possibile fare un salto nel passato di migliaia di anni. Un passato in cui preziose conoscenze, vennero incise con saggezza e precisione su pagine di pietra scaldate dal sole, accarezzate dal vento e lette ancora oggi dal cielo. Sono le meravigliose pagine dei petroglifi della Laguna Colorada di Yavi, in Argentina. Pagine scritte da un popolo indigeno antichissimo, misterioso, di origine incerta, probabilmente appartenente alla Cultura Chichas. Durante la mia visita al sito, provai a leggerle quelle pagine, accompagnato dalle guide esperte del Gruppo d’Investigazione Kuntur, un’associazione culturale locale molto preparata e profondamente legata alla tradizione andina, che studiò e decifrò gli oltre 2000 petroglifi presenti nella zona, pubblicando anche un libretto illustrativo riportante le interpretazioni di almeno 100 di questi numerosi petroglifi.

Prima di accedere al luogo sacro della Laguna, situato nella parte orientale della puna argentina, invitato dalle guide del Gruppo Kuntur, partecipai a un rituale andino di benvenuto, senza il quale, l’ingresso sarebbe stato differente.  Durante la cerimonia, mi raccontarono che alcune persone, entrate nel luogo sacro senza aver effettuato un rituale d’ingresso, non furono in grado di trovare i petroglifi. Dopo aver chiesto il permesso alla Pachamama e agli spiriti del luogo, con fumo di palo santo, incenso e foglie di coca, scesi quindi con la giusta apertura nella zona sacra dei petroglifi, tra gli “Otto Fratelli”, un cordone di otto monti di aspetto piramidale, che delimita un lato della Laguna sacra. Lì, già dai primi passi, mi sembrò di entrare in un’altra dimensione. Lasciandomi guidare dalle energie benefiche del posto e dalle descrizioni del Gruppo Kuntur, partii per un viaggio nel tempo, che almeno in parte, cercherò di far rivivere qui di seguito, attraverso le foto dei petroglifi principali che scattai, accompagnate dalle brevi ma dettagliate descrizioni raccontatemi dalle guide e in parte presenti nel libretto illustrativo pubblicato dall’associazione stessa. Libretto, che nella sua introduzione, accoglie così…

“Scendi in silenzio, pellegrino.
Qui, le pietre dimenticate.
Parlano con la voce dei secoli.
Scendi in silenzio, e invece del piede, mettici l’anima in ogni passo.
Perché dovrai camminare su terra sacra.”

I SERPENTI

Il Serprente o Amaru è un animale considerato sacro nel mondo andino, in quanto è l’animale che ha acquisito tutta la saggezza della Madre Terra o Pachamama e la gestione delle differenti energie terrestri. La biforcazione della sua lingua rappresenta la dualità. È il primo gradino fondamentale nella ascensione spirituale (Serpente, Puma, Condor, Colibrì). Questa è la ragione per cui è un animale molto rappresentato. Una volta convertito in puma, l’unione serpente-puma simboleggia il raggiungimento della saggezza e della forza. I colonizzatori europei, una volta giunti nel territorio sacro della Laguna Colorada, interrarono gran parte degli oggetti e simboli sacri indigeni attraverso atti di esorcismo, in quanto li consideravano oggetti satanici. Questi fatti restano tutt’oggi nell’inconscio collettivo, gran parte della gente del posto ha ancora timore di dedicarsi al culto solare dell’ Amaru o Serpente Sacro.

ENERGIA POSITIVA E NEGATIVA TRA SPIRALI

L’energia positiva e negativa ascendente e discendente, opposti e complementari, siamo Energia all’inizio e dopo Materia. È necessario che due o più energie trascendentali si incontrino per far si che esista uno dei quattro elementi della Natura, il Fuoco. Queste due energie confluiscono in forma di fulmine o lampo (Inti Illapa).

LA SPIRALE DOPPIA

Simbolo della Dualità, nella esistenza simultanea di due cose della stessa specie, attraverso la quale si manifestano gli opposti e complementari, dove uno non esiste senza l’altro (Sopra-Sotto, Maschio-Femmina, Positivo-Negativo). Nel sistema umano e altri sistemi naturali, affinché si produca una nuova vita o nuovo essere, si complementano il maschile e il femminile.

IL CONDOR MASCHIO

Il Condor Maschio è il messaggero del Sole. Nella spiritualità andina lo si denomina “Il Gran Apuchin” (Signor Condor, Nonno Condor). Il “Willajumu”, l’ Uomo Condor, è colui che possiede una maggiore elevazione spirituale. In questa linea di evoluzione il Condor si trova nel penultimo gradino prima di arrivare al Sole. Nell’ultimo si trova il Colibrì, che ha la capacità di entrare nel Sole. Nel sito archeologico della Laguna Colorada non compare la rappresentazione del Colibrì, a seguito delle profanazioni che il luogo ha subito nel tempo.

IL PUMA E LA CROCE DEL SUD

Il Puma, nel cammino della evoluzione ascendente spirituale, possiede la forza necessaria per compiere il salto dal serpente al Condor. Si possono incontrare anche rappresentazioni di Uomo-Puma, (ChacaPuma, ossia l’uomo che ha già acquisito la forza spirituale del Puma). Il Fuoco Sacro è anch’esso rappresentato attraverso questo felino.

La Croce del Sud o Croce Andina, sempre visibile nel cielo. Si costituì nell’ “Ordinatore delle Dimensioni” di spazio-tempo, permettendo l’ubicazione geografica. La sua invariabilità generò il sistema di calcoli astronomici e matematici dei sistemi andini. Dal gruppo di stelle della Croce del Sud, si estrae il valore proporzionale costante “Pi grego”, utilizzato da differenti culture arcaiche.

IL QUADRO DELLA GENESI DEL MONDO
Nella parte sinistra della Genesi (non visibile in queste foto), compare una sorta di involucro chiuso, con due riccioli superiori. Lo stesso involucro, pochi metri a destra si trova inciso in forma aperta. Dall’involucro cadono un uomo e un lama (foto laterali), l’uomo lo si può notare a testa in giù, come se “cadesse dal cielo”. Altri simboli compongono il Quadro della Genesi, una stella nel lato sinistro, alcuni lama e, sulla parte destra, un cerchio con dentro una sorta di “embrione”.

IL MUSICISTA

La musica andina era molto legata alla spiritualità e veniva utilizzata in alcune cerimonie per raggiungere altri stati di coscienza e realtà (trance). Nel pertoglifo della foto, il “Runa” suona uno strumento musicale aerofono chiamato “Erke”.

FULMINE CHE COLPISCE UOMO
Il petroglifo rappresenta un insieme di quattro fulmini. Il fulmine laterale destro, in basso colpisce un uomo dalla testa allungata. È la “Morte Iniziatica” per mezzo di un fulmine e si compone di tre fasi: Distruzione, Ricostruzione e Trasferimento di Poteri. Rappresenta la nascita di un “HampiRuna”, un Uomo di Medicina, essere che possiede il potere del fulmine o IntiIllapa (lampo). Questo potere lo guida nelle pratiche medicinali tipiche dei curanderi.

HAMPIRUNA, UOMO DI MEDICINA

Conosce il delicato equilibrio tra la psicologia e il corpo fisico, essendo uno dei segreti ben custoditi dai saggi andini. Nel mondo andino non si conoscono ospedali, centri neuropsichiatrici e tantomeno case per anziani. La medicina formava parte di una pratica elevata in coscienza. La Salute non era negoziabile.

 

 

LA RIUNIONE DEI SAGGI

In uno dei luoghi delle riunioni dei saggi andini, è possibile trovare dei petroglifi che rappresentano diverse tipologie di uomini spirituali. Il primo, rappresentato sulla sinistra, è il Willka Runa, cioè colui che ha raggiunto un elevato livello di coscienza nella spiritualità andina, superando tutti i gradini della evoluzione della coscienza solare (Serpente, Puma, Condor, Colibrì). I raggi sulla sua testa rimandano alla “luce del sole”.  Il passo successivo della sua evoluzione è la trasformazione del corpo fisico in energia. Nella cultura andina, siamo “figli del Sole” e dobbiamo tornare al Sole. Il secondo uomo rappresentato è il Chaca Puma, l’Uomo Puma, rappresenta il processo dell’uomo “divorato” dal fuoco sacro. Sostiene un’asta che simboleggia la conoscenza dei quattro elementi della Natura (Terra, Acqua, Aria, Fuoco). L’asta rappresenta anche la colonna vertebrale dell’essere umano. Il fuoco sacro, passando lungo la colonna, risveglia differenti poteri.

LA VISIONE
I quattro petroglifi in basso, ben diversi dai lama della parte superiore, rappresentano quattro cavalli con cavalieri e stendardi. I petroglifi sono considerati di età precedente alla colonizzazione spagnola. In quelle zone il cavallo non esisteva, fu portato dai colonizzatori, per cui questa serie di petroglifi viene interpretata come una visione di ciò che sarebbe accaduto, ossia, “cavalieri a cavallo con croci sugli stendardi sarebbero arrivati da lontano”. Al tempo, era molto comune praticare l’arte della visione, soprattutto alcune donne avevano questo ruolo, in quanto considerate capaci di muoversi più facilmente nelle dimensioni sottili. Molti dei cambiamenti che avvenivano, erano letti in anticipo grazie all’attenta lettura delle stelle e dei loro relativi movimenti.

L’OSSERVATORIO ASTRONOMICO

Gli antichi astronomi andini possedevano un avanzato grado di conoscenza dei movimenti astronomici e della relativa incidenza di questi movimenti sull’umanità. Di notte, utilizzavano grandi piscine o specchi d’acqua, nei quali far riflettere la volta celeste, portando così “il cielo in terra”, ed effettuando osservazioni astronomiche. Realizzavano cerimonie notturne e da queste osservazioni si svilupparono i differenti calendari astronomici e tecnche di previsione dei cambi energetici vibrazionali dell’Universo dell’Umanità. La stella Sirio, ad esempio, presente in alcuni petroglifi, è relazionata al Grande Occhio delle cerimonie notturne che realizzavano i saggi andini, in connessione con le energie che irradiano le differenti stelle. Anche le tipiche costellazioni dello Zodiaco sono rappresentate sulle rocce della Laguna Colorada. Nella foto laterale si può notare la rappresentazione della costellazione del Toro (in basso) e della Vergine (in alto).

Sono diversi i petroglifi che non siamo riusciti a vedere quella giornata alla Laguna, essendo il sito veramente vasto. Tra quelli che non sono riuscito quindi a fotografare, ce ne sarebbe uno, mi ha assicurato una delle guide, che sembrerebbe rappresentare una sorta di “disco volante”. Il simbolo riportato qui di seguito invece, “le tre spirali”, molto famoso nella zona, fa parte della serie di petroglifi descritti nel libretto illustrativo del Gruppo Kuntur.

LE TRE SPIRALI
Il simbolo della Unione delle dimensioni del Tempo (passato, presente e futuro). Secondo i saggi andini, attualmente tutto il sistema galattico è entrato nel cambio di vibrazione della sua evoluzione. La Galassia si trova nella quinta vibrazione cosmica e l’umanità nella quarta vibrazione cosmica. Questo simbolo, rappresenta anche la congiunzione dei quattro elementi della Natura e i tre stati dell’Essere Umano, Mente-Corpo-Spirito.

 

Un altro posto magico del luogo è una sorta di nido di pietra, nel quale si entra attraverso una bassa e stretta apertura. Questa stanza-nido, mi raccontò una delle guide, era riservata agli incontri dei grandi saggi, i quali si scambiavano segreti, conoscenze, visioni. Una delle “pareti” del nido è formata da due rocce piatte, con una fessura in centro, di circa 2 metri d’altezza e 50 cm di larghezza. Mi infilai nella fessura, leggermente inclinata, e appoggiai interamente il mio corpo, così come avevano fatto poco prima alcuni componenti del gruppo. Chiusi gli occhi e restai lì un po’, ricevendo gli stimoli energetici di quelle sacre e antichissime rocce. Provai un’intensa sensazione di rilassamento, e forse, proprio per questa caratteristica, quel luogo era utilizzato dai saggi andini per le loro riunioni, perché era un luogo nel quale pace e serenità erano (e sono) naturalmente favorite.

In questi giorni, essendo ospite di uno dei componenti del Gruppo Kuntur, ho avuto modo di parlare molto della Laguna Colorada e delle storie del luogo, alcune davvero particolari, registrate addirittura negli archivi della gendarmeria locale e che parlano di inspiegabili movimenti di luci avvistate nella notte, proprio tra le rocce dei petroglifi. Durante le notti di equinozio e solstizio molte persone si ritrovano lì nella Laguna, per effettuare cerimonie aspettando il sorgere del sole.

Incontrare il Gruppo Kuntur fu fondamentale per leggere al meglio i messaggi dei petroglifi di Yavi e con piacere ho accettato di tradurre in italiano il loro libretto, contenente le interpretazioni di molti altri simboli del sito, e se tutto va come spero, con il loro consenso, riuscirò anche a regalarlo sul Blog.

Stefano Lioni