In Sardegna, tra streghe, vampire e ipotesi di sciamanesimo

imageIn diverse zone della Sardegna si narrano storie antiche di spiriti, di voli notturni, di streghe e vampire, di donne dai tratti sciamanici forse, di Cogas e Surbiles.

Le Cogas e le Surbiles, come scrive la saggista e studiosa sarda Dolores Turchi, sono nell’immaginario collettivo sardo, donne che di giorno conducono una vita normale, ma di notte, spesso inconsapevolmente, si trasformano in un essere indefinito, quasi sempre in forma di insetto o di gatto, che vola da un paese all’altro, insinuandosi nelle abitazioni, per molestare le persone che dormono, succhiare il sangue dei bambini o semplicemente morsicare, lasciando lividi sul corpo chiamati “mossigu de Coga”, morso di Coga.

Per lo scrittore sardo Andrea Satta, la trasformazione e l’abbandono del corpo accomunerebbero le Cogas e le Surbiles agli sciamani in senso stretto, e le similitudini non finirebbero qui. Sempre secondo lo scrittore sardo infatti, predestinazione, iniziazione, battaglie estatiche, transe e addirittura utilizzo di unguenti allucinogeni, sarebbero associabili alla figura delle Surbiles sarde. Ipotesi certamente affascinanti e meno ortodosse di quelle di chi invece vedrebbe nelle leggendarie Surbiles principalmente delle figure di streghe-vampire, frutto dell’ invenzione popolare che cercava in cause non terrene, una spiegazione alle morti dei bambini dovute alla malnutrizione e alle malattie sconosciute del tempo.

Stefano Lioni